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Il Partito Democratico è di Jesolo.

Il PD di Jesolo continua ad incontrare le categorie imprenditoriali, i cittadini, i comitati e tutte le forze politiche per conoscere le problematiche delle famiglie, dei giovani, degli anziani che vivono in città; per confrontarsi sui temi e sulle priorità di cui ha bisogno l’economia jesolana per garantire lavoro, residenza e servizi a chi abita a Jesolo, a chi vorrebbe venire ad abitarvi e a chi intraprende nella nostra località. Ha incontrato e continua anche in settimana ad incontrare i cittadini delle frazioni, del Lido, del Centro Storico e in ogni assemblea porta le idee e i suoi progetti,  ha chiesto e chiede la collaborazione e l’impegno di ognuno per condividere il miglior percorso per il futuro della città, per dare a Jesolo un governo fedele al programma condiviso.

I partiti non sono e non devono essere tutto, hanno la responsabilità di programmare il futuro della città insieme a quella dei cittadini, dei comitati, delle associazioni di categoria. Non abbiamo bisogno di personalità verso cui chinare il capo; donne e uomini capaci di governare la città e di essere fedeli al mandato degli elettori, non saltimbanchi come abbiamo conosciuto in questi cinque anni, stanno lavorando nel Circolo e in città e si mettono al servizio della collettività.

Sarà da questo importante e necessario confronto, che continua ogni settimana, che verranno i progetti da condividere. E lo si farà a Jesolo, lo faranno gli iscritti, il Direttivo del Circolo jesolano. Non abbiamo bisogno e non sarà permesso che altri, soggetti estranei alla vita jesolana e a questo nostro percorso locale, si preoccupino di stabilire chi, cosa e con chi il PD avanzerà le sue proposte di governo.

Non abbiamo le segreterie provinciali in agitazione per la scelta di candidati da barattare con altre località. Sono questioni di altre sponde politiche dove si conservano le bandierine e le lavagne della spartizione delle careghe.

Ancora senza un Piano Urbano del Traffico: la viabilità a Jesolo

Inverno. Tempo a Jesolo di programmazione. Anche della migliore mobilità  in entrata nella località turistica e nella città che vive 365 giorni all’anno; l’amministrazione attuale, scomposta e ricomposta dopo il voto degli elettori, lascerà in eredità tanta vaghezza in materia.

Il Piano Urbano del Traffico non è stato presentato in cinque anni di governo, portando a motivo la necessità di avere a disposizioni le nuove strade in PRG. Alcuni tratti sono stati realizzati, altri snodi sono in cantiere con le ripercussioni che ci auguriamo possano davvero alleviare alcune sofferenze; altre, come la dorsale della Campana, sono ancora tracciati sulla carta. Ma le strade a quattro corsie sono ancora sottoutilizzate e non sono messe in “rete”, i sensi unici su via Bafile e sulle strade litoranee sono ancora temi di discussione in piazza, le piste ciclabili in via Dante e Danimarca dipendono ancora dalle valutazioni di priorità che si faranno con i denari a disposizione.
Anche nuove rotatorie e la modifica di alcune, come quella di Piazza Aurora, dipenderanno da altre valutazioni economico politiche.

Chiediamo che sia attivato il percorso di studio e di progettazione del PUT (Piano Urbano del Traffico) prima che la materia della viabilità e della sicurezza sulle strade si riduca ad essere merce elettorale. La città ha bisogno di scelte e di altri lasciti da una amministrazione che governa da venti anni.

Accorpiamo per risparmiare

Tra gli emendamenti proposti alla manovra berlusconiana dal PD vi era anche l’accorpamento delle società che fanno capo ai comuni (un comune non potrà avere più di una società: così verrebbero meno migliaia di aziende, con i relativi consiglieri).

E’ questa una proposta che il PD di Jesolo ha messo da tempo all’odg delle sue riflessioni e proposte, con la ferma intenzione di portarla  sul tavolo del confronto politico amministrativo locale.

E’ quanto mai necessario rivalutare l’efficacia, l’efficienza e l’economicità delle scelte che hanno istituito ad esempio JTACA e la più recente Jesolo Patrimonio, quest’ultima impossibilitata di attivare, con propria iniziativa economico-finaziaria, lavori e servizi di pubblico interesse e beneficio.

Parimenti il PD ritiene indispensabile fare il punto sulla capacità dell’azione “imprenditoriale” e di servizio della società Jesolo Turismo, partecipata dalla Pubblica Amministrazione al 51%, istituita con finalità che dovevano renderla protagonista non solo della promozione e gestione del bene pubblico connesso al comparto turistico ma anche come soggetto imprenditore per dotare di beni e servizi le economie della città i suoi residenti.

Il PD favorirà  nelle sedi istituzionale e nel pubblico confronto con le Associazioni di categoria, i comitati civici e i cittadini, il confronto sull’ipotesi dell’istituzione della società madre\holding per concretizzare, insieme al risparmio politico-gestionale  e al frazionamento del rischio, la necessaria capacità d’azione e d’intervento della partecipazione societaria a beneficio della città.

Il nostro metodo

Delle grandi manovre politico amministrative che si stanno approntando sullo scacchiere jesolano poco c’importa, men che meno di chi ha abiurato a quel  0% partiti che doveva essere il lasciapassare del Nuovo e che è finito in braccio alle segreterie di partito sovra comunale, che decideranno, quelle sì, le sorti di tanti che oggi, dopo averle derise, si affidano alle primarie.

Politici che qualche mese fa hanno fatto carta straccia del voto degli elettori nella primavera del 2007: un curioso senso di democrazia.

Il metodo che il PD ha avviato da qualche mese, senza aspettare i pruriti dei mesi vicini alle elezioni, è quello di mettere a disposizione idee ed esperienze, concrete e perseguibili, sui tavoli del confronto con associazioni, categorie, comitati, gruppi di cittadini, singole persone del mondo del lavoro, dell’imprenditoria, delle libere professioni, della cultura, del mondo ecclesiale.

Un dialogo a viso aperto, senza sconti e senza ruffianerie. E per ascoltare le idee degli altri e chiedere cosa è disposto a fare, ognuno, per il futuro della città, perché i partiti sono una parte e non il tutto della politica.

Di una città che ha strabiliato, forse, per la sua apparenza urbanistica; ma alle cui famiglie le giunte Martin non hanno concesso, tra tanti luccichii, di poter avere benefici in termini di lavoro, di residenza, di servizi. Si amministra la cosa pubblica per questo, non per diventare  consiglieri di amministrazione di società private e svendere loro il territorio.

I lanci ad effetto non ci interessano. Ci interessa essere coerenti con le proposte che continuamente avanziamo su sicurezza, mobilità, lavoro, turismo, cultura e servizi alle famiglie. Proposte che confrontiamo con tutti, senza lasciare che di Jesolo si decida nelle segreterie provinciali con il criterio io ti do questa poltrona di sindaco in cambio di quest’altra.